martedì 17 maggio 2016

La sfida per la piccola editoria nel presentarsi al mercato in forma aggregata. VISIONI FUTURE





Intervento all'interno della conferenza "Desiderata Library -L'innovazione editoriale: un ambiente di lettura interattivo, una piattaforma per scrivere, gestire e pubblicare contenuti"
15/05/2016, Salone di Torino 2016

"Premessa"

Desiderata Library nasce da una aggregazione di editori che ha sondato e condiviso criticità ed esigenze. Il cluster di editori, attivatosi attraverso Sardegna Ricerche, ha cosí lavorato per oltre due anni partorendo la piattaforma che già é stata illustrata. Ma questo é solo il punto di partenza.
Oggi possiamo fare ancora di più, e il come passa nuovamente per l'aggregazione.



In primis avrei dovuto parlare dei problemi di cui soffre la piccola editoria, ma per motivi di tempo e perché ormai (purtroppo) anche in buona misura ben noti, sorvolerò sulla questione.
Andiamo invece subito ad analizzare i punti di forza della piattaforma e del perché l'aggregazione risulti strategica.


"I punti di forza di Desiderata Library"

La tecnologia sottesa, il DesiderataBook, la navigazione per ontologia e tag, fa sì che l'esperienza di lettura, ma anche la creatività con la quale l'editore può creare nuove opere, sia veramente unica. Non conosco nessun editor o piattaforma legata ai libri che sia capace di fare questo, ovvero dato un certo catalogo di libri, fare, da lettore e creare, da editore/autore, letture trasversali alle opere.
Altre funzionalità molto interessanti riguardano la facilizzazione per i motori di ricerca di trovare i titoli del catalogo, creare contenuti aumentati, mappe interattive, collegamenti e video embedded, etc.
Ancora due aspetti molto importanti sono stati fortemente voluti per la piattaforma:

  1. il formato web dei libri digitali - questo assicura lunga vita alle opere in quanto il formato html rappresenta uno standard più stabile e duraturo dei vari formati epub, mobi è così via.
  2. Il secondo aspetto, nato fin dall'inizio nel cluster é di mantenere viva la condivisione dello stesso letto, potremmo dire, del cartaceo e del digitale. La piattaforma per come é stata pensata e sviluppata permette la coesistenza pacifica e proattiva di entrambi i formati e quindi la possibilitá per gli editori di poter partecipare all'aggregazione anche senza aver fatto scelte definitive in merito.
Le facilitazioni a creare reti
La piattaforma permette agli editori, in modo molto semplificato, facile e autonomo, di gestire, creare, caricare le proprie opere. In pochi passaggi l'editore diventa così parte attiva di un catalogo molto più articolato del proprio, permettendo poi di poter attivare una serie di sinergie impossibili al singolo. Sono queste le facilitazioni a creare rete che la piattaforma permette a tutti gli editori aderenti. Il tutto anche consentendo il mantenimento della propria individualità e scelte aziendali.

Big data e analisi per la pianificazione editoriale
Un'altra delle funzionalità avanzate della piattaforma è legata alla possibilità di raccogliere i dati provenienti dalle statistiche di lettura. L'analisi di questo dati mette in mano all'editore aderente uno strumento potentissimo per la pianificazione e programmazione dei nuovi titoli da pubblicare.



"LE SFIDE"
L'idea é di partire dai cataloghi regionali, che presentano una ricchezza libraria immensa e con tutte le caratteristiche positive di bibliodiversità, che contrasta l'omologazione delle pubblicazioni generaliste.

Come editori aderenti alla piattaforma abbiamo oltre 100 opere già caricate e possiamo raggiungere le 1000 a brevissimo.
Il catalogo regionale sardo ad es. conta oltre 8000 opere. L'obiettivo é di raggiungere 20/30 mila opere coinvolgendo altri partners nel breve periodo.

I tematismi dei cataloghi regionali sono molto interessanti e ben integrabili tra loro con una serie di sinergie di rilievo che fin d'ora si possono immaginare.
Nella prima fase di transizione si pensa di aprire la piattaforma ai lettori con degli incentivi basati in parte sulla gratuità in modo da cominciare a sperimentare sul campo e raccogliere il maggior numero di feedback. Allo stesso tempo si prevede di coinvolgere altri editori che apportino opere al catalogo, mettendo a loro completa disposizione le funzionalità della piattaforma sopra illustrate.

"LA MIA OSSESSIONE PERSONALE"
Agli editori aderenti vorrei che fosse assicurata, quella che è ormai la mia personale ossessione: RESTITUIRE IL LETTORE ALL'EDITORE E ALL'AUTORE CON NOME, COGNOME ED EMAIL, favorendo così le operazioni innovative di re-marketing E questo con opportune clausole di onestà verso la piattaforma é sicuramente realizzabile.
Questo contatto, già perso con il sistema di distribuzione del libro cartaceo, con l'avvento degli stores e dell'e-commerce è passato ai grandi players.
Ma è chi ha pubblicato il libro (l'editore) e chi lo ha realizzato (l'autore) che sono i migliori interlocutori del lettore che quel libro ha acquistato. Gli stores parlano del libro per "sentito dire", l'editore e l'autore perchè quel libro lo hanno vissuto e possono così intessere un dialogo vero e profondo con il lettore.

"LA FASE DI CATALIZZAZIONE"
In questo momento, come detto, siamo nella fase di catalizzazione per raggiungere la massa critica, per raggiungere un numero di titoli che possa essere appetibile per i vari soggetti come lettori, università biblioteche e scuole.
Perciò non facciamo altro che aspettare altri passeggeri a bordo per iniziare questo viaggio, che promette molto bene.


>>>Scarica le slide della presentazione>>>                    

Pier Luigi Lai
founder e direttore editoriale di Logus mondi interattivi
membro di AES (Associazione editori sardi)


p.s. Si ringrazia AES per aver caldeggiato l'intervento

martedì 1 dicembre 2015

L'editore non tiene mai paura: pirateria e sistemi di protezione degli ebook

L'editore non tiene mai paura,
dritto sullo scaffale,
fuma la pipa,
in questa alba fresca e scura
che rassomiglia un po' alla vita.
[licenza poetica da una canzone di De Gregori]


Arriva un certo momento nella vita dell'editore (e arriva per tutti)  che nella sua testa si insinua una sorta di illuminazione. Di fronte al caffè, alle 7.30 del mattino, una domanda si fa strada: "perché non trasformare in digitale questo bel catalogo di libri cartacei che ho a disposizione e raggiungere i lettori che non ho mai raggiunto?"


"perché non trasformare in digitale questo bel catalogo di libri cartacei che ho a disposizione e raggiungere i lettori che non ho mai raggiunto?"



L'euforia è tanta; in barba alla dieta il caffè è subito seguito da ben due cornetti strazzeppi di crema al cioccolato. 

Ed in modo automatico e tempestivo si accende la calcolatrice virtuale  pronta a calcolare copie vendute, numero di lettori e fatturato.

Gratificato dalle cifre in gioco (e dai due cornetti !!!) si comincia a pensare a come realizzare l'idea: "la digitalizzazione è solo un problema tecnico, per la distribuzione una soluzione la trovo sicuramente, ma... ma..."


Sì, c'è sempre un "ma" nelle belle idee.


Il "ma" è la PIRATERIA. 


Sì, la PIRATERIA, quella con tutte le lettere maiuscole. La pirateria spaventa!!!
E allora che fare?


La pirateria per i libri digitali

In ordine inverso, una notizia buona e una cattiva.

La pirateria dei libri digitali esiste (anche di quella cartacea)!!!
La pirateria non è un problema.


La pirateria dei libri digitali esiste!!!
(la pirateria esiste anche per i libri cartacei)
La pirateria non è un problema!!!???


E' vero, anche i miei libri esistono in un sito web non autorizzato e che si sposta attraverso tutti i paesi dell'est Europa. Per farlo oscurare occorrerebbe una rogatoria internazionale. Ne vale la pena? E' veramente un problema?
No sicuramente !!!

Che fare?
Proprio niente. La pirateria, da quando è nata la distribuzione di prodotti digitali non è mai stata un problema, e anzi spesso è servita alle aziende per farsi conoscere. E' il caso dei softwares.

Chi non ricorda le copie pirata di Autocad che servivano per far "affezionare" gli studenti all'uso del potente software per il disegno tecnico e farli diventare "Gent.li clienti" una volta che si sono trovati a praticare la professione?

E' il caso della musica, le cui copie pirata circolano per far conoscere l'artista e magari guadagnano facendo i concerti dal vivo.
Anche gli ebook vengono piratati, anche se il fenomeno è molto più limitato come dimensione rispetto ai primi due.

E c'è di più: siamo sicuri che una persona che utilizza la pirateria per ottenere un libro sia un cliente perso?
Io penso di no; molto probabilmente quel lettore non l'avremo mai intercettato.
Invece, di contro, magari, sarà lui a parlare del libro agli amici, i quali potrebbero acquistare il mio libro. 

Tutto questo, come detto, è già avvenuto per la musica e per i softwares e già sta avvenendo per gli ebook da ormai 7 anni.
Quindi la pirateria esiste, ma non è un problema.

E l'editore non tiene mai paura.

La protezione degli ebook: DRM o non DRM, questo è il dilemma

Ora affrontiamo il rovescio della medaglia: il cosiddetto DRM (Digital Rights Management - Gestione dei Diritti Digitali - vedi Wikipedia)

Qualche anno fa in Italia si affermò quello che oggi è chiamato hard DRM, ovvero un sistema di protezione della copia degli ebook molto farraginoso. Il sistema lasciò dormire sonni tranquilli agli editori solo per poco. E complicarono di molto la vita del lettore. Infatti le procedure di blocco e sblocco erano così complicate che, il lettore stufo di cotanto lavoro, alla fine cercava di sproteggere il libro con i metodi più o meno (sempre di meno) leciti. 
Alla fine l'hard DRM (ironia della sorte) risultò un incentivo alla pirateria.

l'hard DRM risultò un incentivo alla pirateria

Perciò tutti gli editori, compresi quelli più grandi, mano a mano hanno cominciato ad abbandonare il sistema ed oggi sono ancora pochissimi quelli che lo utilizzano e solo per alcuni libri digitali particolarmente costosi e ricercati.
Dimenticavo: è possibile rimuovere gli hard DRM semplicemente con un software apposito ed un clic di mouse. Naturalmente si sta realizzando un illecito (è come entrare a rubare all'interno di una casa non chiusa a chiave). Perciò l'hard DRM rende la vita difficile solo agli onesti e non ai disonesti :)

La verità sta sempre nel mezzo: social DRM e watermarking

Il social DRM o watermarking, sono due tipi di protezione leggera degli ebook. Questi sistemi scoraggiano i non professionisti dal fare copie dei libri acquistati, ma allo stesso tempo non creano nessuno ostacolo alla lettura e la rendono fluida e facile senza dover superare nessun filtro. Anzi permettono anche la trasformazione in altri formati (ad es. in formato mobi) per poter essere letti su altri readers e piattaforme di lettura.

Il suo funzionamento è semplice, si tratta di stampare in ogni pagina dell'ebook, sotto forma di testo, di immagine o di codice, i dati dell'acquirente del libro e codici di transazione e acquisto. E' come una filigrana che marchia i libri con il nome del proprietario.
Per realizzarlo si utilizzano dei softwares che vengono sviluppati appositamente.

Il metodo funziona e scoraggia la copia illegale e rende al libro la sua totale dignità: è un bene prezioso dietro al quale c'è tanto lavoro ed è giusto che abbia il suo riconoscimento economico. 

Per oggi è veramente tutto, spero che queste piccole considerazioni, in mezzo al discorso semiserio ti siano veramente utili.
E se hai bisogno di scambiare due chiacchiere più approfondite, contattami pure, sono a disposizione.

Pier Luigi Lai
Direttore editoriale e consulente per la digitalizzazione delle case editrici 




giovedì 3 settembre 2015

Libri digitali scolastici ed educativi: una questione di risparmio o di innovazione?



Con Roberta, di fronte ad un buon caffè, a parlare di libri digitali scolastici, di profumo della carta, di prezzi bassi, ma anche di ebook aumentati, di carrozze e automobili e di insegnanti innovatori e appassionati.
Immagine di base tratta da: www.key4biz.it - Dati 2015 sulla lettura


Allora Pier, gli ebook, sono finalmente entrati nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, sarai contento no?

Roberta, io non penso siano così diffusi. Mia figlia in quarta ginnasio, non ha mai visto un ebook. Anche per le letture estive i consigli per gli acquisti sono andati tutti verso libri cartacei.

Beh, ma dai, Pier: vuoi mettere il profumo della carta contro lo sterile schermo digitale?

Bè, mia cara, preferirei che mia figlia non avesse la scoliosi! 

Su questo non posso darti torto, la mia schiena si lamenta ancora a causa del mio zaino della Barbie stracolmo di libri, e pensare che io ero anche perfettina, mettevo tutti i volumi in ordine di grandezza! 
Comunque, a parte gli scherzi Pier, i tg stanno facendo propaganda per gli ebook, facendo leva sul costo più basso rispetto ai libri cartacei! 

Sai Roberta, mi chiedo sempre il perché un libro digitale debba costare meno di un libro cartaceo. La risposta che mi do è una sola: si vede il libro digitale come una copia tale quale del libro cartaceo. Ma questa non è evoluzione. Come diceva Ford “Se avessi chiesto alla gente cosa voleva, mi avrebbero detto cavalli più veloci” a proposito delle prime automobili.
Il libro digitale deve essere completamente inventato, alcune cose sono già evidenti, ma altre devono ancora venire. Alcuni sicuramente costeranno meno, ma alcuni altri potrebbero costare di più perché, restando nel campo dei libri scolastici, aiutano a imparare una materia in un modo nuovo e più efficiente. 

Beh, devo ammettere che non hai tutti i torti Pier. Specialmente per quanto riguarda i titoli educativi, infatti, per quanto riguarda la narrativa italiana e tradotta, penso che il prezzo sia più basso perché l’investimento da parte dell’autore e dell’editore è minore. Banalmente, non si stampa, e il costo della carta è soppresso. Ma capisco che per i titoli scolastici sia un discorso piuttosto diverso, gli investimenti sono maggiori anche nella grafica credo. Suppongo che ad oggi, l’inconveniente maggiore sia la scelta per ora limitata di titoli, che potrà aumentare se gli ebook verranno effettivamente adottati dalle scuole e richiesti dagli studenti.


C'è una inerzia di mercato che spiega questo fenomeno. Gli investimenti sul digitale sono ancora pochi. In generale però, nei primi mesi del 2015 i titoli disponibili sono aumentati di moltissimo, hai visto come sono preparato?

Preparatissimo! E i professori lo saranno? Quando penso alla mia prof di lettere che legge i Promessi Sposi da un tablet, mi immagino un dinosauro in un bicchier d’acqua.

Stai scherzando? Studiando a fondo il settore mi sono reso conto di un fatto straordinario: gli insegnanti innovatori sono distribuiti in tutte le fasce d'età. Anche docenti prossimi alla pensione utilizzano strumenti digitali per attirare i ragazzi e coinvolgerli pienamente nello studio delle varie materie. 

Non tutte le materie però possono essere insegnate via ebook, pensiamo al disegno tecnico. Ma quante, come la geografia o l’arte potrebbero essere rese più interessanti e multimediali nei confronti degli studenti? Senza contare che tra i fruitori degli ebook ci sono anche e soprattutto studenti con diverse disabilità.


En construcción gears
(da www.piziadas.com)
Mah, penso che non ci siano preclusioni di materie. Lo stesso disegno tecnico, con una gif (immagine animata) fruibile con un ebook, può essere spiegato in modo molto più efficace che attraverso un libro cartaceo. Inoltre la possibilità di somministrare test al lettore, fa diventare gli ebook anche auto-istruenti.
Per le disabilità si sta aprendo una finestra su spazi sconfinati. Sono necessarie figure trasversali per creare i contenuti, ma i risultati che si possono ottenere sono infiniti. Il text to speech ad esempio è utilissimo nel caso delle dislessie ed è una funzionalità che ha qualsiasi pc, tablet e smartphone.


Vabbè, ma il cameriere si è dimenticato di noi? 

Pier Luigi e Roberta

Roberta Botta è traduttrice free lance e appassionata di tecnologia editoriale, nonché amante delle belle letture.
Pier Luigi Lai è direttore editoriale e fondatore di Logus mondi interattivi, una casa editrice totalmente digitale ed è nel settore dal 2008.


p.s. Ecco la normativa sottesa ai libri digitali nella scuola. Come si vede è dal 2008 che il legislatore ha deciso di introdurre il libro digitale a scuola, ma qualche “inerzia” sta frenando il processo.

lunedì 8 dicembre 2014

L'editoria digitale: presente o futuro?

(Pubblicato il 08/12/2014, aggiornato il 09/12/2014) 
>>> Risorse aggiuntive: slides presentazione breve

Tante novità si affacciano nel settore dell'editoria digitale:
Quali di queste sopravviveranno?
Quali si imporranno?
Vedremo il libro cambiare a breve, oppure occorre molto tempo ancora?
Di seguito, alcune riflessioni in merito.

Editoria digitale, presente o futuro?

Dipende. In Italia e in buona parte dell'Europa, si parla del futuro, anche se prossimo.
Infatti, il mercato stenta a decollare, per una serie di motivi. Non così negli USA e UK, dove il mercato è fortemente maturo già da qualche anno, in forte crescita e con buona spinta innovativa.
Una cosa è sicura: le aziende che vogliono continuare ad esistere in questo settore, devono investire al più presto. Le trasformazioni da fare necessitano di tempo e di un cambio di mentalità molto forte. Non è sufficiente, come si è detto da qualche parte, fare un click su InDesign per immettersi nel nuovo mercato dell'editoria digitale. Fare l'editore oggi implica doversi costruire una serie di competenze che non sono così scontate, a cominciare dal social media marketing fino alla costruzione della rete dei clienti/lettori.

Perché l'editoria digitale in Italia e parte dell'Europa è come frenata?

Di seguito i principali motivi frenanti che si intravedono:
  1. fattori culturali;
  2. poca innovazione nel settore;
  3. scarsa alfabetizzazione informatica;
  4. poca dimestichezza e scarsa fiducia per i pagamenti on line.

Come si vede nei dati relativi alla penetrazione dell'ebook nel mercato del libro, prendendo il 2014 come riferimento, l'Italia si posiziona abbastanza indietro (stima a fine anno del 4%). Interessante anche analizzare il dato sorprendente di Germania e Svezia, paesi evoluti culturalmente e forti lettori (oltre il 70% leggono almeno un libro all'anno). Come mai in queste due nazioni il digitale stenta a decollare, nonostante i motivi frenanti incidano molto meno che in Italia? Una possibile risposta è legato al cosidetto "fattore culturale". Essendo i tedeschi lettori forti e molto affezionati al cartaceo, non riescono a percepire l'utilità di passare al digitale. Stesso discorso molto probabilmente si può applicare alla Svezia e naturamente all'Italia. Sono infatti molti coloro che inneggiano al profumo della carta contro i freddi bit. In realtà si tratta di capire e comunicare correttamente quali sono i benefici personali nell'utilizzare o meno un ebook.

Poca innovazione nel settore: sarà vero?

La scarsa innovazione rende il libro digitale molto simile al libro cartaceo e quindi si crea forte inerzia al cambiamento.
Questo ragionamento porta anche ad un altro discorso molto importante: il digitale non può ridursi a copiare la tecnologia del cartaceo vecchia di 500 anni, ma deve dare servizi e utilità maggiori al lettore se vuole guadagnare fette di mercato.
A dirla tutta, gli e-reader offrono già oggi servizi aggiuntivi e utili: la sottolineatura, la ricerca semantica (tanto cara a chi sui libri digitali deve studiare), la condivisione di brani, la possibilità di agire sulla grandezza dei caratteri per agevolare la vista, e così via. Ma molto probabilmente, coloro che non hanno mai letto in digitale, non conoscono appieno queste utili funzionalità.
E' ciò denota da parte degli operatori del settore una scarsa comunicazione nei confronti del lettore/utilizzatore. E' proprio in questi giorni che IBS sta mettendo in onda messaggi promozionali per far conoscere il "Tolino", ereader della azienda tedesca omonima, che si innesta su questo discorso: "prima di chiedere al lettore di passare al digitale, devo spiegarne i benefici".

Alfabetizzazione informatica



Un altro motivo frenante è sicuramente quello dovuto alla scarsa alfabetizzazione informatica. E' vero che l'Italia è ai primissimi posti per n. di smartphone e tablet posseduti, ma così non è per la cultura informatica né per le competenze scolastiche in generale (vedasi dati OCSE-PISA che ci collocano ben al di sotto della media mondiale e lontani dalle prime posizioni). Infatti, nella quotidianità riscontro spesso lettori che, hanno difficoltà estreme ad installare i software necessari per la lettura degli ebook. D'altronde cosa potevamo aspettarci? Lo stato italiano è tra gli ultimi anche nella spesa destinata all'istruzione (sempre dati OCSE-PISA).

L'e-commerce in Italia

Altra variabile interessante che può aiutarci a spiegare la scarsa penetrazione del libro digitale nel nostro paese riguarda lo sviluppo dell'e-commerce (fonte). Il libro digitale, per sua stessa natura, viene pagato online e quindi se il sistema non è sviluppato si crea un altro collo di bottiglia. Ecco di seguito una tabella che illustra l'utilizzo dell'e-commerce in Europa e il dato non confortante italiano.
Come si può notare, non così è il dato relativo alla Germania e alla Svezia, di cui abbiamo accennato prima. Entrambi i paesi si attestano infatti ai primissimi posti. Ecco perché la poca penetrazione dell'ebook in questi stati non può essere spiegata se non in termini culturali.
Mentre nella tabella precedente l'analisi è relativa al mercato e-commerce in generale, nella tabella che segue viene invece riportato il comportamento dei cittadini. Il ragionamento appare però del tutto simile al precedente.

Come innovare il mondo dell'editoria digitale?

Qui la sfera di cristallo è d'obbligo e pensare al futuro del libro digitale e dire quali saranno le condizioni che si stabilizzeranno, appare molto difficile per qualsiasi analista. Sono tante le direzioni che in questo momento si stanno intraprendendo. Anche il formato ePUB di IDPF, che sembrava avesse risolto tutti i problemi di accessibilità e portabilità, ogni tanto viene messo in discussione. Inoltre: Amazon utilizza un proprio standard per gli ebook; piattaforme specialistiche come Comixology sviluppano i loro fumetti in formato app; recentissima è l'iniziativa di Penguin Books di sviluppare i loro ebook in modo che il lettore li fruisca tramite web. Anche noi in Logus, per un progetto avanzato di cui non posso fare ancora menzione, abbiamo dovuto abbandonare il formato ePUB3 e ripiegare, con buona pace degli sviluppatori, sulle più consolidate app per smartphone e tablet. E questo è solo una questione di formati di sviluppo e di fruizione. Ma cosa dobbiamo aspettarci dal punto di vista tecnologico, dai reader che si stanno sviluppando e dai nuovi metodi di lettura ed audio lettura?
Tanto, tantissimo e per fortuna, essendo immersi in un mercato fortemente globalizzato, le spinte vengono spesso dai paesi dove il libro digitale è più sviluppato e quindi più propenso a fare ricerca e innovazione.

Libri digitali che se la suonano e se la cantano

Non sono una scoperta del tutto nuova, infatti si parla già da un po' di tempo di “enhanced book”, ovvero libri con contenuti aumentati. Si tratta di libri in cui l'interattività e la multimedialità permettono di creare nuove e sorprendenti strutture, che possono portare anche a chiedersi se siamo ancora di fronte ad un vero e proprio libro. Con questi è possibile sfogliare la prima pagina e venire salutati con un “Ciao Francesca, grazie per avermi acquistato... prima di cominciare a leggere ti vorrei parlare di...”, con il nome che in modo automatico è stato pescato dalle generalità dell'acquirente personalizzando così anche il libro. Oppure poter interagire con trama e i personaggi, a seconda dei desiderata del lettore, del tempo meteorologico esterno e chissà quante altre cose. Oppure ancora interagire con illustrazioni, animazioni, grafici per dare nuove opportunità e strumenti ai libri illustrati per bambini, ai libri scolastici ed alla didattica.
Un nostro esempio di “enhanced book” è rappresentato da “Le torri di Kar El”, un fantasy storico illustrato, animato e interattivo per conoscere la Sardegna e la città di Cagliari. A questo link si può scaricare anche la versione demo gratuita. L'abbiamo voluto realizzare per sondare tutte le potenzialità e difficoltà di un progetto così complesso e ne siamo sicuramente soddisfatti.
Un altro esempio di "enhanced book è quello di Apple, che già nel 2011, anche per far conoscere le potenzialità di EPUB3, ha pubblicato "Il sottomarino giallo dei Beatles", che è veramente godibile ed ha rappresentato per molti il modello da raggiungere.
L'ebook è scaricabile gratuitamente da qui.

A questi, molte altre forme di "racconto" si presentano nel mercato. Tra tutte segnalo il fermento attorno al settore dei fumetti con gli ipercomics (a breve anche una collana di Logus) e i motion comics.

E se non leggessimo più nello stesso modo?

Ma non si sta indagando solo sui modi di raccontare, ma anche su come leggere. Un esempio per tutti è Spritz, uno speciale software di lettura che vuole rivoluzionare completamente il modo di leggere. Non più parole che seguono spazi e ancora parole, per poi comporsi in pagine. No, niente di tutto questo. Spritz fa invece apparire a schermo una parola per volta, alla velocità desiderata e con la possibilità di ingrandire il carattere a piacere. Non abbiamo ancora molti dati della lettura con questo metodo, ma sembra molto promettente. E chi lo ha provato assicura sia molto riposante per la vista e con una lettura molto più veloce della lettura tradizionale.

Ecosistemi da creare
Tra le novità assolute da porre in essere per adeguarsi al cambiamento nell'editoria, c'è sicuramente quella degli ecosistemi. Intendo per ecosistema il rapporto tra casa editrice, autori, scrittori e sopratutto lettori o potenziali lettori. E' questo secondo me il problema di adeguamento più grande e che creerà le maggiori difficoltà. La comunicazione proattiva nell'ecosistema, gestito sopratutto attraverso i social media, la costruzione della brand reputation editoriale, rappresentano sopratutto per  piccoli editori le nuove sfide da affrontare in modo immediato.

E i modelli di business?

Infine, ma non certo per importanza, affrontiamo l'argomento dei nuovi modelli di business che si stanno affacciando sul mercato. Eccone alcuni:
Amazon Unlimited - Una piattaforma con abbonamento (9.99 euro/mese), partita a metà di novembre, che permette di leggere quanto vuoi. Il problema sta nel fatto che i grandi editori, anche in considerazione delle ridotte royalties in gioco, non stanno aderendo come Amazon avrebbe sperato. Per cui il catalogo è ridotto e allo stato attuale quasi fatto di ebook autopubblicati (selfpublishing). I titoli in inglese sono invece più numerosi. Unlimited non è sicuramente la prima piattaforma di questo genere, altre si sono affacciate sul mercato già in precedenza. Una di queste è Bookstreams, che ha un catalogo di oltre 2200 ebook ed un discreto successo.

Delos Digital ebook USB cards - Un altro esempio di modello di business è quello di vendere pacchetti di ebook a tema. Questa è anche l'ultima iniziativa di Delos Digital, con 50 ebook a 39.90 euro, distribuita attraverso una elegante card USB.


Che dire..., gli stimoli sono molteplici, la carne al fuoco è tanta e sicuramente si può dire che il mondo dell'editoria, tra il profumo della carta e i bit, stanno giocando la loro partita a tutto campo.
Cosa sarà domani lo scopriremo solo leggendo... speriamo !!!


Se questo articolo vi ha ispirato qualche riflessione, condividetela, sarò felice di aprire una conversazione.

martedì 18 novembre 2014

Le interviste: Colte idiozie

 
Franceschina C., la Vs. libraia amica, intervista Filippo Pace, autore dell'opera "Colte idiozie".
 
 Che cosa ti ha spinto a scrivere Colte idiozie?
Avevo accumulato una grande quantità di materiale, numerosissimi strafalcioni, molti dei quali incredibili, grotteschi. Spesso ad alcuni amici ne raccontavo qualcuno, tra lo sconcerto o la risata di chi avevo di fronte. Lo sconcerto e la risata sono le uniche prospettive attraverso le quali confrontarsi con la Scuola Pubblica.
In che senso?
Nel corso degli anni si sono susseguiti personaggi pittoreschi e inquietanti nel ruolo di Ministro dell'Istruzione. A turno, ciascuno di questi (escluderei forse Fioroni) ha suscitato in me sconforto e, nei momenti di maggior disperazione, per un meccanismo difensivo, credo, grandi risate. Questi simpatici ometti, infatti, non avevano nessuna idea di che cosa fosse la Scuola Pubblica. Si sono contraddistinti per una gioiosa libido distruttiva o, al più, burocratica. Allora ho ipotizzato, in un momento di lucida consapevolezza dettata dal delirio, che fossero, in realtà, dei geni. Dei burloni avvezzi a smontare qualsiasi tensione raziocinante per preparare i ragazzi al caos dell'esistere. I proclami dadaisti di Profumo, la mesta armonia del parlare della Giannini, la robotica compulsività della Gelmini mirano alla dissoluzione del reale nel Nulla. Attraverso l'esperienza del Nulla, ormai una sorta di direttiva ministeriale tutta italiota, i ragazzi si confrontano, filosoficamente e psicologicamente, con la crisi di senso della Civiltà Occidentale. Aveva trattato di qualcosa di simile, in maniera allegorica e ironica, nel mio primo romanzo, La ballata della regina senza testa.
Insomma, il tuo intento non è quello di ridere, quanto di provocare?
Come ho scritto nella prefazione la risposta è nella negazione di ogni certezza. Vizio, vezzo o sollazzo? Sta a voi scegliere. Però può darsi che dietro ci sia anche una tensione mistica.

Puoi spiegare quale tensione mistica ci sia in un e-book che raccoglie strafalcioni di studenti di Liceo e Università?
Sì, certo. Sono convinto che uno dei segreti di Fatima sia: perché esiste questa Pubblica Istruzione in Italia? E' o non è un mistero al quale nessuno può dare risposta?

Sarcasmo forse un po' retorico, non credi?
Può darsi. Ma se ci si aspetta da me la posizione del docente afflitto dalla decadenza culturale si sbaglia persona. Anche perché Colte idiozie non mira a ironizzare sugli studenti ammiccando in maniera ruffianesca al pubblico istruito. Semmai l'intenzione è quella di evidenziare quanto la cultura umanista sia inutile nella nostra Italietta. Nell'ambito scientifico, per carità, va tutto bene. Scienza e tecnologia vanno di moda. Ma parlare di arte, letteratura, poesia, cinema nella Penisola è come vagare nel deserto alla ricerca di acqua.

E i docenti, che ruolo hanno?
Ci sono, come in tutte le categorie, bravi professionisti. E altri che dovrebbero cambiare mestiere. I peggiori sono quelli che si eccitano con la burocrazia, che erotizzano i verbali o il POF. I più bravi dovrebbero essere retribuiti meglio degli altri. Ma su questo punto sia i colleghi meno preparati che i reazionari sinistrati, fino ad arrivare ai sindacalisti più indignati, non sarebbero mai d'accordo con me. Chi giudica i docenti? Non il preside, non certo gli alunni. Se in Italia esistesse una Scuola Pubblica si dovrebbe investire qualcosa per metter su commissioni di specialisti per valutare il lavoro dei docenti. Ripeto: se.

Insomma, qual è la soluzione?
Chiudere per sempre le Scuole. Lasciare che i docenti vadano in giro a coltivare funghi e asparagi e i ragazzi a corroborare il loro immaginario negli stadi. La crisi sarebbe risolta.

Come giudichi il fenomeno e-book?
Positivo. Non scherzo. Penso che aumentare l'iva al 22% sugli e-book sia un'assurdità. Sono libri o no?

Quale colta idiozia ti ha suscitato maggiore divertimento?
Sentirsi dire che Verga è un naturista pessimista non ha prezzo. Ve lo immaginate, l'autore dei Malavoglia, in un campo di nudisti a discettare intorno all'immobilismo della Storia?

Colte idiozie 
Filippo Pace
Colte idiozie
Logus mondi interattivi
2014
f.to ebook (ePUB)
ISBN: 9788898062577
pag. —
euro 3,99